lunedì 14 settembre 2009

Monopoly city streets: un gioco “mondiale”!

Monopoly Quando ero poco più che un bimbo, rimasi affascinato da quel pezzo di cartoncino dallo sfondo verde sbiadito, dotato di tutte quelle piccole banconote che quando se ne perdeva una era una tragedia.
Era “il Monopoli”, gioco che, per me, risultava complicatissimo, un sacco di regole, comprare, affittare, ma l’ipoteca, quella più d’ogni altra cosa era un mistero, ma c’erano i grandi che lo sapevano e, ancora oggi, nessuno sa ancora se ci siano state delle vere e proprie truffe ai danni di imprenditori bambini.
Adesso siamo grandi, mmhh…almeno, ci fa comodo dire così ogni qualvolta ci piace, e il Monopoli ce l’abbiamo sullo schermo del computer:Monopoly city streets.
Monopolycity
Manco a dirlo, l’idea e la realizzazione viene da Mister G,che negli ultimi anni, ci ha assuefatto al suo strapotere, da Gmail a Googlesync, passando per Google Documents e sorvolando le Maps.
Il gioco è tutto online, basta recarsi sul sito e registrarsi molto velocemente(occorrono solo un nickname e una password da noi creati) per trovarci davanti alla mappa più grande del Pianeta, lo scopo del gioco è identico a quello della versione cartonata degli anni ‘anta, con qualche schifezzuola in più (vedi centrali nucleari o impianti di depurazione) che tanti anni fa non esistevano, almeno per i bimbi.
Il budget di partenza è di 3 milioni di dollari, sembrano tanti, ma già dopo qualche giorno dall’inizio del gioco, bastano sì e no per accaparrarsi due o tre viuzze di una grande città o una manciata di vicoli sperduti nelle periferie.
Possiamo costruire tutti gli edifici che ci pare sulle nostre proprietà, per poi affittarle o rivenderle al maggiore offerente.
Per il momento, manca la fluidità che, invece, mi sarei aspettato in un gioco di questo tipo, sicuramente data dal super-affollamento di questi giorni, però è un’esperienza da fare, specialmente in un periodo in cui di soldini veri ne girano veramente pochi.

martedì 21 luglio 2009

Migliorare le foto con Pho.to

pho.to Non c’è bisogno di fare un prestito per avere un potentissimo e blasonato software per correggere le nostre foto del compleanno.
Con Pho.to, un interessante servizio di editing fotografico online gratuito possiamo migliorarle e tanto altro ancora.
Pho.to_before Infatti, il servizio si presenta diviso in differenti sezioni, si va da quella schiettamente “utile” con cui ridimensionare, ritagliare, migliorare i colori e le luci, eliminare gli occhi rossi dalle foto venute male ad altre tutto sommato “divertenti”, in cui ci potremo sbizzarrire a creare i nostri avatars e le nostre gif animate da sfoggiare nelle communities.
La funzione che più mi è piaciuta e che si rivela utilissima è la correzione della saturazione del colore e lo sharpening, con Pho.to non avremo bisogno di smanettare più di tanto, in pochi secondi otterremo il risultato desiderato.
Pho.to_after E’ tutto molto semplice:
dopo aver scelto la/e foto da migliorare o con cui divertirci, la carichiamo sul server di Pho.to, acquisita la foto, avremo davanti un pannello di controllo da cui “dirigere i lavori”, siano essi di modifica o di puro svago.
In men che non si dica avremo la nostra foto modificata e pronta da salvare nel nostro disco fisso o, previa registrazione, nel profilo del nostro account e nella gallery degli utenti.
Pho.to ci mette pure a disposizione uno spazio di free hosting, non soltanto per le foto modificate ma anche per i nostri album che desideriamo condividere online.
Il servizio è ancora molto giovane ma promette veramente bene, chissà se fra qualche tempo tutti quei grossi software che usiamo andranno in soffitta per fare spazio alle sole applicazioni online, d’altro canto se ci fermiamo un momento a pensarci, il settore ufficio mi sembra già abbastanza coperto se pensiamo a Google, potrebbe avvenire lo stesso per la grafica!

mercoledì 1 luglio 2009

L’Iphone non si connette più

iphone_cartoon Dopo l’attesa uscita del sistema operativo 3.0 in molti hanno lamentato la difficoltà/impossibilità nel connettersi ad Internet tramite il proprio operatore telefonico, amputando così il dispositivo delle funzioni fondamentali(navigazione web, e-mail, meteo, etc.).
La soluzione, nella maggior parte dei casi, è semplicissima:
dalla schermata Home cliccare su Impostazioni-> Generali-> Network (Rete) e da qui digitare il corretto APN del nostro Gestore telefonico, tutto qui.
D’altra parte, il motore di ricerca più importante del Mondo (Google) mi ha insegnato una cosa: molto spesso la semplicità è l’arma vincente.
In ambito tecnologico non c’è differenza, raramente le cose più riuscite prendono origine da progetti molto complessi, e chiaramente l’Iphone ne è uno degli esempi più aderenti degli ultimi anni.
Gli APN dei diversi operatori:

VODAFONE:
web.omnitel.it

TIM:
ibox.tim.it

WIND:
internet.wind

TRE:
tre.it

Immagine:VR-Zone

domenica 14 giugno 2009

Photoshop CS4: come ottenere gli angoli arrotondati

Ci sono alcune modifiche o alcuni passaggi che riteniamo scontati e semplici anche se non abbiamo mai sperimentato, è questo il caso dell’arrotondamento degli angoli di una fotografia o di una forma che vogliamo rendere un pò più accattivante o, se volete, un pò più web 2.0.
Quello che ho realizzato oggi è un semplicissimo tutorial che, grazie agli insegnamenti e alla pratica, spiega i pochissimi (ma non intuitivi) passaggi per ottenere il risultato desiderato.

P.s.: E’ il mio primo video – tutorial, quindi… siate indulgenti con i commenti… Embarrassed

Rounded corners with Photoshop CS4 from Rupert 2k on Vimeo.

domenica 7 giugno 2009

Che carattere!

typo Vi è mai capitato di visitare un sito e domandarvi quale sia il carattere tipografico utilizzato?
Beh, se avete un pizzico di curiosità, se avete un sito web, la risposta corale sarà sì.
Chi di voi non ha mai cercato di capire quale sia il font utilizzato da Facebook per il suo network oppure scopiazzare quello di Yahoo o di Google.
Ebbene, i siti da cui scaricare fonts a palate sono tantissimi, gratis o a pagamento perchè coperti da diritti d’autore, ma quando ne cerchiamo uno in particolare, descriverlo al motore di ricerca non è poi cosa facile.
In questo tipo di ricerca ci dà una mano Myfonts, grazie al quale avremo quasi sempre la risposta alla nostra curiosità.

myfonts 
                                       Funziona così:

quando ci ritroveremo di fronte al carattere del quale ci interessa conoscere il nome avremo due possibilità, caricare un’immagine in cui sia presente il font in questione oppure scrivere nell’apposito campo di ricerca l’indirizzo del sito in cui è presente; in pochi istanti avremo la risposta al nostro interrogativo.
Una volta ottenuto il risultato, non ci resta che trovarlo in Rete oppure all’interno dello stesso Myfonts grazie al motore di ricerca integrato.
Non sempre si tratterà di un font gratuito, ma se stiamo lavorando ad un particolare progetto e il font che ci serve è proprio quello, facendo una veloce valutazione costo/beneficio sapremo bene se sia meglio per noi sborsare una piccola cifra pur di ottenere il risultato che cerchiamo.
Inoltre, inserendo la parolina “free” nel motore di ricerca di Myfonts, otterremo una nutrita lista di caratteri gratuiti, osservandone le caratteristiche magari ne troveremo uno molto simile a quello a pagamento che cercavamo e potremo scaricarlo senza alcun costo.

giovedì 28 maggio 2009

Imparare l’inglese leggendo i giornali

ENGLAND_by_luluxxx Il titolo è un pò una scommessa con me stesso, obiettivamente leggere i giornali in lingua inglese non è la sola strada per conoscere la lingua più parlata del pianeta Terra.
Sicuramente, però, è un approccio realistico, costruttivo ed effettivamente utile per approfondire una lingua senza corsi ossessionanti e, a volte, troppo “scolastici”.
Chi è abituato a sfogliare i quotidiani e i settimanali sul monitor, magari tramite i canali RSS a cui siamo abbonati, potrebbe affiancare a Il Corriere della Sera o La Repubblica i più “albionici” The Daily Mail, The Times oppure The Guardian .
Per esperienza personale, moltissime parole che si incontrano in questi ed in altri importanti titoli anglosassoni, non me le ha mai fatte conoscere nessuno in ambito scolastico (e non credo che adesso le cose siano molto cambiate), eppure fanno parte del linguaggio comune della gente che vive a Londra o a Manchester come nel più sperduto paesino del Sussex.
Sto parlando di “rubbish” (spazzatura) o di “deploy” che nel mondo del lavoro è di utilizzo comune (significa, infatti, distribuire), come di “accomplish” – realizzare.
Insomma, è fondamentale strutturare una frase e sapere leggere e scrivere correttamente “the pen is on the table” ma se vi trovate ad affrontare uno stage in un’azienda londinese “that deploys rubbish things” dovete capire subito con che cosa avrete a che fare!
A questo proposito, per cominciare, provate ad abbonarvi ai canali RSS di uno dei giornali di cui vi parlavo prima, aprite un’altra scheda del browser su Google translate, leggete qualcosa e, ad ogni parola del cui significato non siete convinti, fermatevi, andate sulla scheda del traduttore e, dopo averla scritta e cliccato su traduci, leggetene il significato.
Vi renderete conto che sarà piuttosto semplice e divertente e che in pochi minuti avrete letto un articolo di un quotidiano inglese e, cosa ben più importante, lo avrete capito!
Si sarà ben capito quanto peso io dia alla conoscenza della lingua inglese, il perchè è subito spiegato:

  • come ho accennato prima, il mondo del lavoro può trovarsi sotto casa come a migliaia di chilometri di distanza, ma non per questo dobbiamo sentirci penalizzati.
  • andare in vacanza all’estero senza conoscere una lingua è un’esperienza molto formativa (anche se ricca di intoppi) da cui tornerete sicuramente arricchiti, andarci conoscendo già qualche parola vi farà sentire più a vostro agio.
  • chi ha a che fare con i social networks (Facebook, Twitter, etc…) avrà notato che senza conoscere l’inglese la Rete non è poi così sconfinata come si dice.
  • chi, poi, ha a che fare o vuole avere a che fare con il mondo dell’informatica non ha scusanti: deve conoscere l’inglese.

Ho parlato prima di quotidiani e settimanali importanti e che parlano di un pò di tutto, chiaramente sta a voi scegliere quale sia il più adatto a voi, che si tratti di una rivista di moda (Vogue) piuttosto che di cucina (Fine cooking) o di economia (Financial Times).
Buona lettura!

La foto è di luluxxx

sabato 16 maggio 2009

Giochi in Flash: qui ne trovate 233!

flash_cs3_logo Sì, se non li ho contati male sono 233.
Non so se vi sembrino pochi o molti, ma considerando che, provandone alcuni sono rimasto “attaccato” al monitor almeno per dieci minuti ciascuno, non basterebbe un giorno e mezzo per provarli tutti.
A parte i miei calcoli poco aderenti ad una vita normale, sono veramente tanti e per tutti i gusti, si va dai classici per i nostalgici degli anni ‘80 come l’ indimenticato e minimalista Space Invaders, ad alcuni altri da considerare veri e propri “scacciapensieri” e da giocare anche per pochi minuti per staccare un pò la spina.
Il sito che li contiene tutti si chiama Whipflash games e vi consiglio di inserirlo tra i vostri preferiti già adesso.
Ma proviamo a passarne in rassegna alcuni tra quelli che, secondo me, rischiano di provocare una piacevole dipendenza:
 
billiards Billiards: Chi di noi non ha passato mattinate piovose con i compagni di scuola rinchiuso in una polverosa sala giochi provando le carambole più improbabili su vecchi tavoli verdi ?
Semplice, intuitivo e classico.

sim Sim: Dal nome è facilmente comprensibile che questo giochino si ispiri al ben più noto Sim City di cui tutto il mondo va pazzo, l’ idea è più o meno la stessa, è chiaro che i percorsi e l’ interazione sono molto meno sofisticati e completi.
Fa muovere la mente, per riuscire in alcuni obbiettivi occorre astuzia e un pò di riflessione.

blobz Blobz: un gioco tanto cretino e semplice quanto divertente e “addictive”!

bullseye Bullseye: il classico gioco delle freccette , impossibile smettere!

escape_the_car Escape the car: qui dovrete fuggire dall’ interno di una macchina in cui vi trovate bloccati e “apparentemente” senza via di fuga.
Le portiere sono bloccate, il motore non parte, ci sono le sbarre davanti ai finestrini.
Starà a voi e alla vostra abilità riuscire a trovare il modo per uscire da quest’ incubo (vabbè, non esageriamo :D).
Se volete la soluzione alla fuga l’ avete proprio davanti a voi (se proprio non la trovate fatemi un fischio  ;)

celebrity_fight_club Celebrity Fight Club: questo è perfetto se avete voglia di sfogarvi con qualcuno, lo scopo è solo uno: fare a pugni con un avversario virtuale, potrete picchiarlo quanto vi pare!
Per sbollire un’ arrabbiatura è ideale.

kick_off Kick Off: ce n’è anche per gli amanti del calcio, qui dovremo scegliere la nostra squadra preferita e “sopportare” la sfiancante lotteria dei rigori.
Può sembrare facile, ma il dosaggio della potenza del tiro è fondamentale per la precisione del tiro.
A me fa innervosire incredibilmente!

spank_the_monkey Spank the monkey: forse il più idiota di tutti, ma forse il più divertente: lo scopo, se di scopo si può parlare, è assestare lo schiaffone più potente possibile alla povera scimmietta.
A me piace molto l’ idea, assolutamente non-sense.

Questa è una lista brevissima dei 233 giochini, ma ce ne sono davvero per tutti, il rischio di dipendenza è tanto, assumere con moderazione, hi hi hi hi…